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Glock 17 Gen4

GLOCK 17 GEN4

BUONA (ANCHE) LA QUARTA!
E’ arrivata alla quarta generazione, la “pistola di plastica” che negli anni ottanta fece scandalizzare i puristi. Cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale, dopo oltre trent’anni di record di vendite in tutto il mondo?

Presentata per la prima volta al pubblico, prima del lancio sul mercato civile, durante l’edizione del 1982 dell’IWA, l’esposizione internazionale annuale di Norimberga, la Glock 17 destò immediatamente interesse, polemiche e perplessità. La pistola, realizzata con forme e materiali forse più adatti ad un elettrodomestico, piuttosto che ad un'arma da fuoco, si discostava enormemente dall'idea di pistola semiautomatica che ogni appassionato medio aveva dell'epoca della sua uscita.

Glock 17 Gen4
La Glock 17 Gen4 viene venduta all’interno di una comoda valigetta in polimero con interno imbottito. Assieme alla pistola è presente il pacchetto con i dorsalini, beavertail e perno di montaggio, i libretti di istruzioni multilingue, un caricatore di riserva con il carichino, bacchetta e scovolo di pulizia.

L’azienda fondata dall’ingegnere austriaco Gaston Glock nel 1963, con sede a Deutsch Wagram vicino a Vienna, era specializzata nelle lavorazioni di materie plastiche ed acciaio, e divenne ben presto uno dei fornitori dell’esercito austriaco di materiale militare. Tuttavia non aveva mai prodotto o progettato armi complete prima di allora. Data l’estrema specializzazione dell’azienda nell’ambito dei polimeri, la pistola fu costruita facendo largo uso di materiali sintetici. Fusto e caricatore della Glock sono sintetici, mentre canna e carrello otturatore sono in convenzionale acciaio al carbonio.

Glock 17 Gen4
La Glock 17 Gen4 ritratta in compagnia della Beretta M9 (o meglio la versione civile italiana 98FS in calibro 9x21), e della Colt 1911-A1 (qui in versione civile Government in calibro .45 ACP). Da quel lontano 1982 la Glock è entrata di diritto nel ristretto Olimpo delle migliori e più longeve pistole semiautomatiche di tutti i tempi. A quel tempo quasi nessuno ci avrebbe scommesso.

La Glock non fu la prima a presentarsi sul mercato con una "pistola di plastica”. La tedesca Heckler & Koch aveva già prodotto la VP70, seguita dalla P9, che in realtà aveva un telaio scheletrizzato in solido acciaio, al quale venivano avvitati due gusci in plastica che lo ricoprivano completamente dandogli la forma. Il mercato le accolse con freddezza, considerandole come meri prototipi di innovazione tecnologica, piuttosto che come armi da fianco a cui affidare la propria vita. Tenete presente che nel 1982 si discuteva ancora sulla presunta superiorità del fusto in acciaio nei confronti di quello in lega leggera, che la Beretta 92 non aveva ancora completato il suo sviluppo e neppure era stata ancora adottata ufficialmente dagli americani. Figuratevi l’effetto che poteva avere su un mercato così tradizionalista una pistola di plastica. La diffidenza diventò paura quando iniziò a circolare la notizia, evidentemente falsa, che la pistola poteva fuggire al controllo dei metal-datector. L’impatto innovativo che la Glock ebbe sul settore delle armi leggere portatili fu talmente grande, che ancora oggi, a 30 anni di distanza, molti appassionati di armi la considerano una diavoleria moderna.

Glock 17 Gen4
La pistola di plastica fu osteggiata, e lo è tutt'ora, dalla stampa di tutto il mondo.

Eppure la pistola della sconosciuta azienda un paio di anni prima fu adottata a sorpresa dall’esercito Austriaco, con la denominazione di P80, e aveva superato brillantemente tutti i severi test a cui fu sottoposta, dimostrandosi più affidabile, robusta e duratura rispetto alle altre concorrenti costruite completamente in acciaio. La pistola di plastica dal costo contenuto, poteva forse andare bene per il militari, ma all’epoca ci fu chi era pronto a scommettere che agli appassionati civili, abituati a maneggiare belle armi, una pistola così minimalista non sarebbe mai potuta andare a genio.

Glock 17 Gen4
La pistola austriaca non fu la prima ad utilizzare un fusto in materiale plastico, ma di sicuro fu la prima, e per certi versi è ancora l’unica, ad aver avuto un successo commerciale planetario.

Gaston Glock intuì per primo che i tempi, e le tecnologie costruttive, erano maturi per qualcosa di veramente innovativo. Una pistola che rappresentasse il massimo della semplificazione, progettata con assoluta razionalità, al fine di ridurne al massimo componenti e lavorazioni, e massimizzarne la produzione industriale. La tecnologia dei polimeri, settore nel quale la sua azienda era già leader, risultava perfetta per tale scopo. Il risultato finale si concretizzò nella Glock 17, la cui denominazione dipende dal fatto che si trattava del diciassettesimo brevetto ottenuto dall'azienda. Una pistola ridotta alle sue sole parti essenziali, composta da poco più di 30 pezzi, facile da smontare e rimontare, estremamente robusta, affidabile, sicura, rapida nel fuoco, e inaspettatamente precisa. Carrello e canna sono in acciaio, il fusto in plastica, con le guide per il carrello e le leve di scatto in lamiera, con un solo piccolo rinforzo in acciaio spinato al fusto in corrispondenza del blocchetto di chiusura.

Glock 17 Gen4
Già dallo smontaggio da campo si intuisce l’estrema razionalità con cui l’arma è stata progettata. La Glock è composta da poco più di 30 pezzi.

Il funzionamento della Glock è a corto rinculo di canna, e segue lo schema meccanico dell'ormai ultra collaudato sistema Browning modificato. Il vincolo di chiusura è ottenuto grazie all'adozione di una culatta squadrata, che si incastra a perfezione all'interno della finestra di espulsione. Mentre l'apertura è demandata ad un piano inclinato, ricavato nell'appendice inferiore della culatta, che scorre all'interno del blocchetto di chiusura del fusto. Questi due elementi costringono la culatta squadrata della canna a basculare verso il basso svincolandola dalla finestra di espulsione del carrello. Soluzioni tecniche che si erano già viste sulla Sig-Sauer P220, che permettono di coniugare precisione degli accoppiamenti e semplicità delle lavorazioni. Dopo lo sparo canna e carrello rinculano assieme per circa 3 millimetri, dopo di che, canna e carrello si svincolano, e mentre la prima si ferma, il secondo prosegue la sua corsa completando il ciclo di riarmo della pistola.

Glock 17 Gen4
Il sistema a corto rinculo con chiusura Browning modificato si basa sull’utilizzo di una culatta squadrata che si incastra perfettamente all’interno della finestra di espulsione. Si tratta di un sistema estremamente semplice, veloce ed economico da produrre ma allo stesso tempo molto preciso.

Il meccanismo di scatto a percussore lanciato denominato "Safe Action" si avvale dell'ausilio di una convenzionale sicura automatica al percussore (Firing Pin Safety) e di un meno convenzionale (per l'epoca in cui la Glock apparve) piccolo grilletto di sicurezza incernierato al centro del grilletto vero e proprio (Trigger Safety). Inoltre un telaio in plastica impedisce ogni movimento indesiderato della leva di scatto, quando la pistola è armata (Drop Safety). Anche in questo caso non si tratta in assoluto di una novità, in quanto la pistola Roth-Steyr del 1907 aveva un sistema di scatto simile, reso volutamente lungo e pesante per l'utilizzo da parte della cavalleria.

Glock 17 Gen4
Il piccolo grilletto di sicurezza incernierato all’interno della lama del grilletto principale, è l’unico sistema di sicurezza visibile della pistola. Gli altri meccanismi di sicurezza sono interni ed automatici.

Il tiratore punta la pistola sul bersaglio, e senza dover effettuare alcuna manovra preliminare, preme il grilletto per esplodere il colpo. La pressione sul grilletto disattiva in sequenza tutti e tre i dispositivi di sicurezza automatici interni. Immediatamente dopo lo sparo, non appena il tiratore toglie il dito dal grilletto, tutti i sistemi di sicurezza vengono riattivati automaticamente. A questo punto la pistola è pronta ad esplodere un nuovo colpo, oppure ad essere inserita in fondina in perfetta sicurezza. Non esistono altre operazioni da effettuare se non premere il grilletto, per cui durante un ipotetico scontro a fuoco l’operatore può mantenere tutta la sua concentrazione sulle minacce, senza dover pensare a gestire il funzionamento dell’arma.

Glock 17 Gen4
C’è solamente l’essenziale nella Glock. Non ci sono dispositivi di sicurezza o di disarmo manuali, e neppure il cane esterno; solo il grilletto e i blocchi di caricatore e carrello.

Tutto funziona con pochissimi pezzi, il che permette alla pistola di operare in completa sicurezza per migliaia di colpi senza necessità di alcuna manutenzione o pulizia. Siccome la pistola non spara, se non premendo intenzionalmente il grilletto, non servono sicure manuali, ma solo un'ottima fondina per il porto, che garantisca la massima ritenzione e scongiuri eventuali pressioni accidentali del grilletto. Una fondina rigida in polimero, ovviamente prodotta dalla stessa Glock, che veniva consegnata all'esercito austriaco assieme alla pistola.

Glock 17 Gen4
La Glock è intrinsecamente sicura e spara solamente nel momento in cui si preme volontariamente il grilletto.

Lo scatto della Glock ha caratteristiche collocabili a metà strada tra una doppia e singola azione. I più maligni affermarono immediatamente che lo scatto della Glock univa assieme le caratteristiche peggiori dello scatto in doppia e di quello in singola azione. La corsa è relativamente lunga, pesante e poco fluida, come quella di una doppia azione, ma il grilletto è armato dalla corsa del carrello, per cui in caso di mancata accensione il colpo non può essere ribattuto, esattamente come per una singola azione. In linea puramente teorica si tratta delle caratteristiche meno desiderabili dei due tipi di scatto.

Glock 17 Gen4
Non esiste cane, neppure interno, ma solo il percussore. La Glock non fu la prima ad adottare uno scatto a percussore lanciato. Prima di lei lo utilizzava la Roth-Steyr del 1907.

Eppure c'è chi vide nel lungo, pesante ed imprevedibile scatto della Glock, non una limitazione, ma bensì una opportunità. L'opportunità di rivoluzionare il modo di portare ed utilizzare l'arma corta da fianco. D'altro canto uno scatto lungo e relativamente pesante è l'ideale per operare in condizioni di stress, per evitare la partenza accidentale dei colpi. Anche per il porto prolungato avere uno scatto lungo e duro è da preferirsi ad uno corto e leggero. Lo scatto Glock è comunque più corto e leggero di quello di qualsiasi pistola in doppia azione per uso difensivo, e la trazione resta la stessa per tutti i colpi, senza quel fastidioso passaggio tra doppia e singola azione. Questo significa maggiore possibilità di piazzare con velocità e precisione il primo colpo, e quelli immediatamente successivi. L'assenza totale di sicure manuali permette all'operatore di concentrarsi sullo scontro, e non sulla pistola. Siccome l'operatore deve comunque essere addestrato a risolvere un eventuale inceppamento della pistola (altamente improbabile con la Glock), e siccome la quasi totalità degli inceppamenti si risolve scarrellando con decisione, per un operatore ben addestrato, risulta più facile, naturale e veloce, camerare un nuovo proiettile, piuttosto che tentare di ribattere il colpo premendo il grilletto in doppia azione. Ed ecco quindi che anche l’impossibilità di ribattere il colpo, in caso di mancata accensione, assume una rilevanza alquanto marginale.

Glock 17 Gen4
L’assenza di comandi superflui ha fatto si che in breve tempo la Glock diventasse la pistola semiautomatica più adatta all'utilizzo tattico di tutto il pianeta.

Economicità, precisione, leggerezza, rapidità, e un volume di fuoco tra i più alti della categoria, fecero si che la pistola di plastica un po' alla volta si guadagnasse consensi e fiducia tra gli addetti ai lavori. Dopo l'Austria, la pistola venne adottata anche dalla Norvegia e dalla Svezia, seguirono numerosissimi corpi di polizia in tutto il mondo. Conquistò anche gli americani, che in fatto di armi sono sempre stati molto nazionalisti. Oggi la Glock occupa il 65% del mercato del law-enforcement statunitense. C'è del bello nelle linee estremamente semplici e lineari della Glock, e la sua costruzione è assolutamente accurata, sebbene si tratti di un prodotto economico di larga serie altamente industrializzato. Così la pistola di plastica conquistò in breve tempo anche i tiratori sportivi e i semplici appassionati di tutto il mondo.

Glock 17 Gen4
Dopo l’Austria la Glock 17 fu adottata da Norvegia e Svezia, nonché da innumerevoli corpi di Polizia dell’interno pianeta. Di recente la Glock 17 Gen4 è stata adottata dall’esercito del Regno Unito.

Tutta la parte superiore della pistola, che comprende carrello e canna, è un piccolo capolavoro di ingegneria armiera austriaca. L'accoppiamento tra canna e carrello è esemplare, cosi come sono ineccepibili le lavorazioni delle superfici, assolutamente levigate, prive di asperità e segni di utensile. Al contrario di numerose altre pistole, le Glock non richiedono alcun intervento di lucidatura dei punti critici di funzionamento. Tutta la parte inferiore, fusto, telaio in acciaio, guidamolla e pacchetto di scatto, è invece fatto in plastica e lamiera ripiegata. Non c'è alcuna meccanica di precisione qui. Ogni singolo pezzo è progettato per assolvere a più funzioni, e questo, assieme al largo uso di plastica e lamiera, abbatte notevolmente i costi di produzione. Nessun pezzo di ricambio necessita l’adattamento da parte di un armaiolo, chiunque sarebbe in grado di smontare completamente l’arma per la sua manutenzione e per la sostituzione di parti usurate. Questo la rende un’arma particolarmente economica anche per quanto riguarda i costi di gestione, caratteristica forse poco rilevante per il singolo privato, ma non trascurabile per Eserciti e corpi di Polizia che devono mantenere in perfetta efficienza un grande numero di pistole.

Glock 17 Gen4
Le superfici interne del carrello sono finite in maniera esemplare. Il fusto in plastica ha guide e leve in lamiera ripiegata.

La Glock ha rappresentato un archetipo di pistola al quale praticamente tutti i produttori di armi del mondo si sono dovuti adeguare, proponendo modelli che ne ricalcano il funzionamento, i materiali e spesso anche le forme estetiche. Il fatto che molte di queste pistole non abbiano retto alla prova del tempo, è un indice piuttosto significativo di quanto sia difficile arrivare a competere con la qualità delle pistole Glock. Buona parte del suo enorme successo, fu dovuto più che altro al fatto che l'arma progettata per essere più economica di qualunque altra, era anche quella costruita meglio di qualunque altra.

Glock 17 Gen4
In oltre 30 anni molte pistole hanno cercato di imitarla, ma nessuna si è mai lontanamente avvicinata al successo di vendite della Glock.

LA STAMPA SPECIALIZZATA NAZIONALE E I PERICOLI DEL COPIA E INCOLLA

In genere quando scrivo un articolo per il mio sito mi documento. Mi pare una cosa naturale, e... ovvia? Documentarmi sulla Glock è stato relativamente semplice; il sito dell'importatore Bignami (www.bignami.it) mette a disposizione i files in PDF di numerosissimi articoli apparsi sulla stampa specializzata italiana.

Leggere la rassegna stampa messa a disposizione dall'importatore, è stata l’occasione per mettere a confronto la qualità dell’informazione offerta dalle diverse testate che escono ogni mese nelle edicole italiane. Così mi sono reso conto di come la quasi totalità degli articoli riguardanti diversi modelli di Glock Gen4, pubblicati da una singola rivista, siano stati il frutto di un banale copia e incolla. Me ne sono accorto per via di un piccolo errore di ortografia riportato tale e quale su tutti gli articoli. Così ho notato che l'intera frase che lo conteneva era stata copiata tale e quale, come sono state copiate di sana pianta la maggior parte delle frasi che componevano gli articoli. Tutti gli articoli erano pressoché identici, cambiava solo il numero identificativo del modello recensito, e i pochi dati come calibro, peso e dimensioni. Le informazioni contenute negli articoli non si discostavano da quelle fornite dalla casa madre, sul suo sito internet. Praticamente hanno “allungato il brodo” delle brochure e dei comunicati stampa forniti dalla stessa Glock, senza aggiungere nulla di concreto. Ad esempio non si sono accorti dell'aumento del peso di scatto delle nuove Glock, eppure sarebbe bastato un comune dinamomentro per verificarlo. Probabilmente non c'è nulla di illegale nel riciclare i propri scritti, così come fornire un'informazione mediocre, incompleta e di parte. Ma il rispetto per i lettori?

Per correttezza devo aggiungere che, gli articoli pubblicati dalle altre riviste, mi sono stati molto utili durante la stesura del mio scritto, e mi sono sembrati completi ed esaurienti.
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