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1911 ESTRATTORE E AFFIDABILITA’

La vostra .45 si inceppa facilmente? Una delle possibile cause è il malfunzionamento dell'estrattore interno. Controllarlo e sistemarlo è facile, veloce, e a volte risolve definitivamente il problema.
Colt Government MkIV Series '70
Old Reliable ovvero “Vecchia Affidabile” è la definizione che in America viene data alla vecchia cara 1911. Una definizione che le Colt 1911 prima e 1911-A1 dopo, si sono guadagnate sul campo di battaglia. Eppure non è raro vedere al poligono 1911 incepparsi di continuo, e sentire lamentele sulla scarsa affidabilità del vecchio progetto. E’ vero, molti anni sono passati dal lontano 1911, più di un secolo per l’esattezza. Probabilmente lo stesso Browning oggi progetterebbe pistole molto differenti dalla 1911. Ma è possibile che la stessa pistola considerata assolutamente affidabile sui campi di battaglia, ossia nelle condizioni peggiori possibili, oggi non riesca a sparare una scatola di cartucce nella calma del poligono senza incepparsi? La stessa pistola oltre un secolo fa superò brillantemente il test di adozione militare, che prevedevano l'esplosione di 6000 colpi di fila, senza alcun inceppamento o rottura. Certo è successo oltre un secolo fa, diranno alcuni. Ma senza andare troppo lontano, la M1911A1 utilizzata come termina di paragone, superò altrettanto brillantemente tutte le prove per l'adozione della nuova ordinanza, quando gli U.S.A. decisero abbandonarla e di passare al calibro 9x19 Nato. Era la fine degli anni '70, inizio anni '80 e solamente altre due pistole riuscirono a superare i test, la Sig Sauer P226, e la Beretta 92FS, che poi fu scelta. Eppure oggi molti ne lamentano la scarsa affidabilità. Perché?
Moltissimi produttori a livello mondiale producono copie della 1911, e negli ultimi tempi sono state introdotte piccole ma significative migliorie, intese ad aumentarne l'affidabilità soprattutto quando si utilizzano proiettili dal profilo che si discosta dal classico hardball. Inoltre si è creata una spasmodica ricerca della precisione, che porta all'utilizzo di tolleranze sempre più strette. Le nuove tecnologie costruttive lo permettono, ma le vecchie Colt M1911 e 1911A1 scampanavano allegramente quando le scuotevi, e sparavano sempre. In effetti forse oggi non si tratta più della stessa pistola. In teoria dovrebbe anche essere migliore, ma qualcosa non funziona come allora. Probabilmente non tutti i produttori interpretano queste modifiche nel migliore dei modi. Oppure le utilizzano come “trucco” per evitare di curare troppo alcuni particolari che necessiterebbero un approccio quasi artigianale. Allungo l’espulsore, abbasso e svaso la finestra di espulsione, svaso la camera di cartuccia, monto una biella più alta, e la pistola dovrebbe funzionare ed essere precisa anche se non mi curo troppo dell’accoppiamento tra le parti. Forse semplicemente alcune aziende non riescono più a produrre 1911 affidabili, probabilmente anche la stessa Colt, più per ragioni di costi, che di progetto.
Va sicuramente citato anche il fatto che per oltre 70 anni la 1911 ha sparato sempre la stessa identica cartuccia, e questo ha sicuramente aiutato per quanto riguarda l’affidabilità. La .45 ACP, denominata “Hardball” con palla a profilo tondo, camiciata, da 230 grani, con tanta quantità di moto, spinta da propellenti vivaci che danno una bella spinta iniziale, ma mantengono basse le pressioni. Oggigiorno esistono moltissimi caricamenti differenti della .45 ACP, ogive di diverso peso e profilo, polveri più progressive per raggiungere prestazioni più elevate, e addirittura l’utilizzo di inneschi small pistol in luogo del large pistol. Lo stesso esercito degli Stati Uniti ha mantenuto il .45 ACP per operazioni speciali, e ha indetto gare per la fornitura di nuove pistole. Molti fabbricanti di pistole hanno proposto versioni “special duty”, camerate per il .45, dei loro best seller. Nate nuove armi che la utilizzano, non stupisce che la stessa munizione abbia subito profonde trasformazioni, per rimanere al passo con i tempi.
Un ulteriore motivo va ricercato nella differente tipologia di clientela a cui le armi moderne si rivolgono. Da questo punto di vista la 1911 in effetti è da considerarsi superata, perché è nata ed è stata utilizzata in epoche in cui era considerato normale conoscere a fondo il funzionamento dell’arma che si utilizzava, tanto da poterla smontare e rimontare ad occhi chiusi, pulirla e lubrificarla regolarmente. Al giorno d’oggi non sono rari gli appassionati di armi, che frequentano regolarmente il poligono per divertimento o anche per sport, che non hanno la minima idea di come funzioni la loro pistola. Molti la puliscono raramente, ancora più raramente la lubrificano e mai l'hanno smontata, neppure parzialmente. Figuriamoci coloro che l’arma la devono utilizzare per lavoro, che ne subiscono la presenza come una ingombrante necessità e che non hanno mai avuto alcun interesse per le armi in genere. Le pistole odierne sono indirizzate soprattutto a questo tipo di clientela, che vuole o deve sparare senza doversi preoccupare di pulizia, manutenzione e funzionamento. Al contrario per funzionare al meglio la 1911 va prima di tutto capita. Oggi più che in passato, proprio perché i produttori, per ragioni di costi, non sempre riescono a curare alcuni piccoli particolari vitali per il funzionamento della pistola, qualche piccolo aggiustamento manuale, a volte è necessario.
Ci sono alcuni punti critici che necessitano periodiche ispezioni, atte a verificarne il corretto funzionamento. Alcuni pezzi vanno sostituiti regolarmente, e a volte sono necessari alcuni adattamenti manuali di piccole parti, nel caso queste non siano state correttamente dimensionate in fabbrica. Questo è principalmente il motivo per cui la 1911 a volte non funziona come dovrebbe, ma è anche il principale motivo per cui piace ancora così tanto agli Americani (e a tutti coloro che amano le belle armi). Perché è un'arma impegnativa che merita ed esige rispetto e conoscenza. Ancora oggi la 1911 è una delle pochissime armi sul mercato che è possibile smontare pezzo per pezzo, con facilità e senza avere la necessità di utilizzare complicati attrezzi. Se si conosce a fondo, è possibile risolvere facilmente gli eventuali problemi, in modo che possa funzionare per anni senza incepparsi mai.
Colt Government MkIV Series '70
Colt Government MkIV Series '70
L’estrattore interno è in genere il primo elemento da guardare con sospetto, quando la nostra 1911 si inceppa. Solitamente quando l’arma inizia ad incepparsi si tende a dare la colpa al caricatore, il quale certamente rappresenta una delle aree più critiche della 1911. Ma non di certo l'unica, come alcuni sembrano pensare. Bisognerebbe aprire una parentesi, sui caricatori, che potrebbe riempire tutto un libro. Come in realtà riesca ad alimentare il proiettile in camera, durante il ciclo di sparo, resta un mistero per i più. Alimentare la pistola manualmente, scarrellando e cercando di sbirciare dentro alla finestra di espulsione è poco significativo, bisognerebbe riuscire a farlo mentre la pistola sta sparando. Se osservate caricatori di produttori diversi, saltano all’occhio differenze, alcune macroscopiche, come la forma dell’elevatore, o la presenza o meno di un pad. Ma le caratteristiche più importanti per l'alimentazione del proiettile sono meno evidenti. Il particolare da osservare con maggiore attenzione sono le labbra del caricatore, che a prima vista sembrano tutte uguali. Queste possono essere parallele oppure divergere anche significativamente. Possono essere lunghe o corte, ovvero trattenere una maggiore o minore porzione di bossolo. Ad esempio, i caricatori militari avevano le labbra molto divergenti e piuttosto lunghe, mentre la moda attuale prevede labbra parallele, o quasi, e piuttosto corte. Ma comunque ogni produttore ha la sua “ricetta”. A seconda della forma delle labbra, la traiettoria che segue il proiettile quando entra in camera, è differente. Per cui, a volte, il fatto che la pistola funzioni con un certo caricatore piuttosto che con un altro, è più dovuto ad una casualità che alla effettiva risoluzione di una problematica interna all’arma. Un caricatore nuovo, in ogni caso, potrebbe risolvere definitivamente problemi di alimentazione, ma raramente risolve problemi di estrazione ed espulsione.
Estrattore Colt 1911
Due estrattori 1911
Prima di correre a compare un caricatore nuovo, sperando che poi questo funzioni, è preferibile dare un’occhiata all’estrattore, se non altro perché è facile da smontare, e perché concorre al corretto funzionamento della pistola molto più di quanto si pensi. Si tratta di una lunga lamina di acciaio che termina con un’unghia che va ad inserirsi all’interno della gola del fondello della cartuccia. L’elasticità e la forza con cui l’estrattore trattiene il fondello del bossolo è regolata dal grado di piegatura della lamina. Si tratta di un sistema un po’ primitivo, per cui non mancano i produttori che nel tempo l’hanno sostituito con un più moderno estrattore esterno, imperniato al carrello e caricato da una molla. Agli americani però l’estrattore esterno non deve piacere molto, dal momento che molti fabbricanti che avevano intrapreso la strada della modernità sono stati puniti dal mercato, e hanno dovuto fare un passo indietro, e ritornare all'estrattore tradizionale interno. Le ragioni di questa preferenza potrebbero essere di ordine estetico, visto che l’estrattore esterno deturpa in qualche maniera la tradizionale linea della pistola. Ma probabilmente anche di ordine pratico; l’estrattore tradizionale è facile da smontare, e a me personalmente piace un’arma che si possa smontare completamente senza problemi e complicazioni. C'è da dire che ci sono stati anche esempi di estrattori esterni che semplicemente non funzionavano. E poi agli americani semplicemente non piace che il progetto della 1911 venga modificato, stravolto e inutilmente complicato. L’estrattore interno si smonta in un attimo, e se non funziona a dovere si sostituisce con pochi dollari, o lo si adatta alla pistola con pochi colpi di lima e carta abrasiva.
A cosa serve l’estrattore? Sembra chiaro, lo dice la parola stessa, ad estrarre il bossolo sparato dalla camera. Beeeep! Risposta errata. In una pistola semiautomatica è la polvere che effettua l’estrazione. Bruciando, la polvere spara il proiettile in avanti, e il bossolo indietro, fuori dalla camera di cartuccia. Alcune pistole Beretta, le minuscole pistole da difesa calibro 6,25 e .22 LR, ma anche la Beretta 86 in calibro 9 corto, una variante della serie 81, sono prive di estrattore, e funzionano perfettamente. Però a noi non basta che il bossolo venga spinto fuori dalla camera di cartuccia, a noi interessa che il bossolo venga spinto fuori dalla pistola. Ad espellere il bossolo ci pensa l’espulsore. Si tratta di una lamina, ancorata al lato sinistro del fusto, attorno alla quale scorre il carrello otturatore. Quando il bossolo esce dalla canna, con moto rettilineo, il lato sinistro del fondello incontra la lamina dell’espulsore, per cui si ferma immediatamente, ma il lato destro continua a muoversi assieme al carrello. Perché il lato destro del fondello continua a muoversi a ritroso assieme al carrello? Semplice, perché è trattenuto con forza dall’estrattore. Avete presente come si sterza quando si guida uno slittino? Si tira il freno corrispondente al lato dove si intende sterzare, e la slitta ruota in quella direzione. Bene, l’espulsore funziona sullo stesso principio. Frenato solo da una parte, il bossolo ruota verso destra, e anche verso l’alto, perché l’espulsore ha la faccia inclinata, e viene sparato fuori dalla camera di espulsione, che guarda caso è proprio ricavata in alto a destra rispetto alla camera di cartuccia. In una pistola semiautomatica, l’estrattore più che altro concorre all’espulsione del bossolo spento, piuttosto che alla sua estrazione dalla camera. Se mancasse l’estrattore, il bossolo verrebbe comunque estratto. Colpendo l’espulsore, spinto dalla sua sola inerzia, ruoterebbe comunque un po’ verso destra, probabilmente verrebbe anche espulso, il più delle volte, ma non avendo sufficiente velocità, prima o poi, rimarrebbe imprigionato tra la canna e la finestra di espulsione, nel momento in cui il carrello ritorna in chiusura. Ed è esattamente quello che succede quando l’estrattore non ha sufficiente tensione. In questo caso si nota che la maggior parte dei colpi cadono ai nostri piedi con traiettorie casuali, e di tanto in tanto ne rimane uno imprigionato dentro la finestra di espulsione (stove pipe) e la pistola si inceppa.
Ovviamente l'estrattore è assolutamente necessario per estrarre dalla camera una cartuccia carica, ad esempio in caso di mancata accensione dell'innesco. Le poche pistole al mondo prive di estrattore, le Beretta che citavo prima, hanno infatti tutte la canna basculante.
Infine l’estrattore ha il compito di guidare la cartuccia all’interno della camera di cartuccia, in fase di alimentazione. Quando il proiettile, spinto dal carrello, avanza verso la camera di scoppio, ad un certo punto si svincola dalle labbra del caricatore e sale con una certa repentinità. La gola del fondello si inserisce sotto l’estrattore, si innesta in esso, ed entra all’interno della camera. Per questo motivo, se l’estrattore ha una tensione eccessiva, il proiettile fatica ad entrare in camera, perché non riesce a posizionarsi correttamente sotto l’estrattore come viene svincolato dal caricatore.
Remington 1911-R1
Remington 1911-R1
Poca tensione dell’estrattore provoca mancate espulsioni e inceppamenti tipo stove pipe, mentre troppa tensione provoca fallimenti di alimentazione con il carrello che è impossibilitato a chiudersi completamente, e la cartuccia che resta appesa tra la camera e la rampa. Dal momento che non tutti i carrelli sono uguali, la lunghezza e la posizione del foro dove è alloggiato l'estrattore possono differire leggermente, e siccome anche gli estrattori non sono tutti uguali, molto spesso occorre fare un lavoro di adattamento sull'estrattore, per accoppiarlo al carrello.
Il lavoro da fare sull’estrattore, è ben spiegato all’interno dell’articolo “1911 Reliability Secrets” di John L. Marshall, del quale riporto uno stralcio, opportunamente tradotto in italiano.
Colt Government MkIV Series '70
Colt Government MkIV Series '70
Un estrattore adeguatamente sagomato e accoppiato è fondamentale per l'affidabilità nella pistola 1911. La maggior parte degli estrattori di fabbrica e molti degli estrattori aftermarket hanno bisogno di attenzione per ottenere il massimo della affidabilità.
La prima area di attenzione è la scanalatura dell'estrattore stesso, dove il bordo della cartuccia si inserisce nello scasso da sotto. L'estrattore, se ha la forma corretta, non "scatta" oltre il bordo della cartuccia, ma la cartuccia si inserisce dal basso verso l’alto così come viene presentata dal caricatore. Uno dei modi più sicuri per rovinare un estrattore è quello di mettere un colpo direttamente in canna, e poi chiudere il carrello. Questo costringe l'estrattore a scattare sopra l'orlo del bossolo, e con il tempo se ne rovina la forma, o lo si rompe.
Modifiche all'estrattore Colt 1911
Modifiche all’estrattore della 1911
La scanalatura dell’estrattore deve essere smussata nella sua parte inferiore in modo che l’orlo della cartuccia si inserisca gradualmente al suo interno. In questo modo, l’orlo della cartuccia spingerà più gradualmente l’estrattore ad andare in tensione sopra il solco del fondello, ed esso potrà scorrere più facilmente. Questa smussatura dovrebbe scorrere dal bordo inferiore della scanalatura fino al suo punto mediano. Il bordo anteriore interno della scanalatura deve essere smussato per formare una leggera angolazione; poiché la cartuccia è inclinata verso l'alto quando viene alimentata, questo permette all’orlo di scorrere nella scanalatura con l'angolo giusto. L'angolo maggiore della parte interna dell’unghia dell’estrattore non deve essere alterato da limature o lucidature. Deve rimanere a 90 gradi o anche stringersi leggermente verso l'interno. Il bordo inferiore dell’unghia estrattrice dovrebbe essere smussato e arrotondato, il bordo esterno anteriore dovrebbe essere arrotondato. I bordi posteriori, superiore e inferiore, del corpo dell’estrattore devono essere smussati per circa un pollice e mezzo in modo da consentire lo "spazio di manovra" per l'estrattore nella sua sede all'interno del carrello. Poi la punta dell'estrattore e l'interno della scanalatura devono essere lucidati. La formatura iniziale va eseguita tramite piccole lime, la lucidatura va fatta con carta abrasiva fine e pasta.
Il corretto tensionamento dell’estrattore è di vitale importanza per l'affidabilità. Troppa tensione e la cameratura sarà seriamente ostacolata o impedita. Poca tensione ed estrazione ed espulsione saranno deboli o inesistenti. Un vecchio trucco da armiere per testare la tensione dell’estrattore è quello di rimuovere il carrello dalla pistola, e spingere un colpo dentro l’estrattore da sotto. Con la giusta tensione, il proiettile dovrebbe essere tenuto in sede indipendentemente da come il carrello viene posizionato, ma quando il colpo è spostato verso il basso dalla posizione centrale di circa 1/10 di pollice, dovrebbe cadere.
La tensione viene regolata rimuovendo l'estrattore, invertendone la posizione all’interno del suo foro nel carrello, e premendolo lateralmente da una parte o dall’altra per aumentarne o diminuirne la tensione. La profondità della sporgenza dell'estrattore nella zona del bossolo è controllata rimuovendo una leggera quantità di metallo, dall'interno della sporgenza arrotondata appena dietro l’unghia estrattrice, con una lima.
...
Un buon estrattore dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:
1. L’estrattore deve entrare con una certa forza nel suo foro del carrello, a causa della sua piegatura, ed essere saldamente bloccato dalla piastra di arresto del percussore in modo che non possa muoversi o ruotare. Se l’estrattore dovesse ruotare, potrebbe essere necessario sostituire il blocco del percussore.
2. Deve esercitare la giusta tensione sul fondello del bossolo. La forza ideale che deve esercitare l’estrattore sul fondello del bossolo va da 3,5 a 4,5 libbre (da 1,6 a 2,0 Kg). (Nota: tali valori sono riportati sui volumi 1 e 2 dello "Kuhnhausen Shop Manual" dedicati alla 1911, rispettivamente a pagina 60 e a pagina 144. Sono valori che per esperienza personale reputo eccessivo.)
3. Inoltre, la faccia anteriore dell’unghia non deve interferire, o montare sulla parte svasata inclinata della gola del fondello del bossolo.
4. L’estrattore deve esercitare la sua pressione tramite la sua scanalatura sul bordo esterno del fondello, e non con la punta dell’unghia dentro la gola del bossolo.
Modifiche all'estrattore Colt 1911
La punta dell’unghia dell’estrattore non deve forzare all’interno della gola del bossolo. La pressione deve essere esercitata solamente dalla faccia interna della scanalatura dell’estrattore sull’orlo del bossolo
Per verificare che l’estrattore lavori perfettamente occorre:
1. Accertarsi che la pressione non venga applicata dalla punta dell’unghia. Se la pressione fosse applicata dalla punta dell’unghia nella cavità del fondello del bossolo, abbassare il profilo del’unghia asportando materiale, fino a quando la pressione venga correttamente esercitata solo sul bordo della cartuccia, dalla gola dell’estrattore.
2. Se la parte anteriore dell’estrattore va a contatto o cerca di risalire lungo la svasatura anteriore del canale del fondello, quanto questo è in battuta con la faccia dell’otturatore, aggiustare l’angolo anteriore dell’unghia estrattrice.
3. Controllare la forza con cui l’estrattore trattiene il fondello del bossolo. Se la tensione dell’estrattore è eccessiva, diminuirne con cura la curvatura fino a raggiungere la corretta tensione. Se al contrario la tensione sul fondello è insufficiente a trattenere la cartuccia nel carrello, con attenzione aumentare la piega dell’estrattore. Poi ricontrollare i passaggi da 1 a 3.
Poi occorre eseguire 3 lavori di rifinitura finale:
1. Il contorno inferiore interno dell’unghia deve essere angolato e poi lucidato per posizionarsi nell’orlatura del fondello senza eccessiva pressione o resistenza.
2. L’angolo inferiore dell’unghia deve essere smussato per permettere il corretto disimpegno del bordo del bossolo in fase di espulsione.
3. Praticare una smussatura o una piccola rampa nella parte bassa del fondo dalla gola dell'estrattore.
Modifiche all'estrattore Colt 1911
I tre punti da smussare e lucidare.
Su alcuni estrattori questi lavori saranno già stati fatti in fabbrica, soprattutto sulle pistole di ultima produzione. Una volta che tutti i punti di raccordo sono stati rifiniti, lucidate leggermente la faccia e l’angolo basso dell'estrattore.
Quando ho acquistato una Colt Government Series ’70 usata (si tratta di un esemplare della produzione attuale, non quello degli anni ‘70) dalla prima ispezione mi sono reso conto che l’estrattore aveva perso completamente la sua tensione, tanto che letteralmente dondolava all’interno della sua sede. Prima di ripristinare il corretto funzionamento dell’estrattore, ho voluto comunque provare l’arma così come era, sparando una serie di colpi al poligono. La pistola ha macinato senza battere ciglio tutti i colpi commerciali e anche le ricariche più potenti con ogiva da 230 grani. Quando però ho provato a sparare ricariche molto più blande, con proiettile da 200 grani, Il rinculo più debole ha dato luogo ad una serie di inceppamenti stove pipe, causati dall’espulsione insufficiente. A dire il vero la ricarica più debole era stata approntata appositamente per un’altra 1911, che ha qualche problema di alimentazione con le cariche più forti e proiettili commerciali (in questo caso la colpa era del caricatore, ne ho parlato in un altro articolo). In effetti la Colt, per via delle molle più dure, a malapena riusciva a completare il ciclo di sparo, per cui la pistola tutto sommato si poteva ritenere del tutto incolpevole. Pur risultando affidabile, con proiettili dalla carica adeguata, l’estrattore dell’arma andava comunque rimesso in tensione.
Modifiche all'estrattore Colt 1911
Modifiche all'estrattore Colt 1911
I segni sul bossolo, indicano che la punta dell’estrattore andava a forzare sopra il cono della svasatura della gola del bossolo. In breve tempo questa anomalia gli aveva fatto perdere tutta la sua piegatura.
L’analisi dei bossoli sparati ha evidenziato i caratteristici segni della punta dell’estrattore all’interno della svasatura della gola di estrazione. L’estrattore evidentemente troppo lungo, andava a forzare all’interno della gola del bossolo. A causa di questa forzatura, quando l’arma andava in chiusura, L'unghia estrattrice cercava di risalire lungo la svasatura del bossolo, caricando inutilmente l'estrattore, così da perdere tutta la sua piegatura in breve tempo. E’ inutile ripristinare la piegatura, senza prima accorciare leggermente l’unghia dell’estrattore e adattarlo perfettamente al carrello. Con una piccola lima, e carta abrasiva, ho asportato materiale dalla faccia inclinata anteriore dell’estrattore, fino a quando, con il bossolo in battuta sulla faccia dell’otturatore, l’unghia estrattrice non veniva più a contatto con la parte inclinata della gola del bossolo. Ho usato bossoli di differenti produttori, per accertarmi che effettivamente l’estrattore non toccasse più la parte anteriore della gola del bossolo.
Modifiche all'estrattore Colt 1911
Modifiche all'estrattore Colt 1911
Non sono campione di lima e carta abrasiva, ma più o meno l’unghia dell’estrattore dovrebbe venire così. Se vi dovesse capitare di fare questo lavoro, fatelo meglio.
Una volta sagomata la faccia anteriore dell’estrattore ho provveduto a smussare gli spigoli e a creare una sorta di invito nella parte interna e bassa dell’unghia, quindi ho ripristinato la sua corretta tensione. I testi sacri americani affermano che un estrattore correttamente dimensionato deve trattenere il bossolo con una forza tra 1,5 e 2 Kg (per l’esattezza tra le 3,5 e le 4,5 Libbre). Altre fonti affermano che lo stesso John Moses Browning aveva stabilito che la pressione dell'estrattore sul bordo della cartuccia doveva essere di circa 1 Kg. Non ho trovato riscontri su questa seconda affermazione, ma ritengo che possa essere realistica, rispetto alla precedente, perlomeno misurando questa forza mediate l'utilizzo di un normale bossolo in ottone commerciale e un pesascatti.

Per mia personale esperienza ho rilevato che con 1,5 Kg di pressione, l'estrattore è entrato con molta fatica all'interno del carrello, e la pistola si è inceppata di continuo perché non aveva la forza di camerare il proiettile. Con 1 Kg la pistola ha sempre funzionato correttamente anche con le ricariche, mentre scendendo a 0,5 Kg ho avuto sporadici inceppamenti di tipo stove pipe. Effettuando misure su pistole di serie che non avevano problemi di espulsione, la forza che l'estrattore esercita, sul rim di una comune munizione con bossolo in ottone in calibro .45 ACP, è in genere compresa tra 500 e 800 grammi. Va tenuto conto che, le pistole tipo 1911 moderne, hanno in genere una finestra di espulsione allargata ed espulsore più lungo, in confronto a quelli delle Colt originali, i quali dovrebbero garantire una espulsione più efficace anche con una tensione dell'estrattore minore. Le vecchie pistole, delle quali la Colt Government Series '70 è una replica, hanno invece finestra ed espulsore più piccoli, e probabilmente necessitano di una stretta sul bossolo più tenace.

Esistono degli strumenti per misurare la forza con cui l’estrattore trattiene il proiettile, ma la maggior parte di noi ne saranno sicuramente sprovvisti. Si può costruire facilmente uno strumento apposito, utilizzando il fondello di un bossolo, e un pesascatti. Esiste anche una regola pratica molto semplice. A carrello smontato inserite un colpo carico sotto l’unghia estrattrice, e posizionatelo in modo che questa lo trattenga al centro della sua circonferenza. Girate il carrello, e scuotetelo, il colpo deve rimanere al suo posto. Se adesso abbassate il proiettile di 0,075 o 0,1 pollici (2 – 2,5 mm), questo deve sganciarsi e cadere. Se queste condizioni sono rispettate, la tensione dell’estrattore dovrebbe essere quella corretta.
Modifiche all'estrattore Colt 1911
Inserendo un proiettile all’interno del carrello e mandandolo in battuta sulla faccia dell’otturatore, l’unghia non deve toccare nessun punto della gola del bossolo. Fate la prova utilizzando bossoli di marca differente; non sono tutti uguali.
Misurare la forza dell'estrattore
E' abbastanza facile realizzare un piccolo fondello campione utile a misurare la forza dell'estrattore utilizzando il fondello di un bossolo spento. Io l'ho realizzato così, forando, tagliando e piegando il bossolo. A sinistra il bossolo integro, con i segni tratteggiati per forarlo e tagliarlo. A destra il fondello campione finito.
Misurare la forza dell'estrattore
Il fondello campione si inserisce sotto l'estrattore. Quindi con un dinamometro pesascatti si misura la forza necessaria a liberare il fondello campione dalla presa dell'estrattore. Se non avete un pesascatti potete utilizzare dei pesi e uno spago.
Misurare la forza dell'estrattore
Si vede in fondello prova inserito sotto l'estrattore. Una forza di poco più di 500 grammi è risultata sufficiente alla Remington 1911-R1, mentre con lo stesso peso, la Colt Government soffriva di sporadici inceppamenti, utilizzando cartucce ricaricate. Una forza di 1,5 Kg è risultata eccessiva, tanto che spesso la pistola non riusciva a camerare il colpo. Una pressione di 1 Kg o poco più si è rivelata quella più adatta al corretto funzionamento della pistola, con ogni tipo di munizionamento.
Siccome gli estrattori sono tutti leggermente diversi tra loro, così come i carrelli, è necessario rifinirli più spesso di quello che si creda. Con qualche piccolo intervento di adattamento sull’estrattore, l’affidabilità della pistola aumenta notevolmente, in special modo se si ricarica.
Alessandro (2015)

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Commenti

rinaldo
27 Nov 2016, 15:35
..--..,,
Alessandro
20 Ago 2016, 09:24
Chiedendo direttamente alla Steyr. Si tratta di una delle più antiche e famose aziende di armi al mondo. La carabina in questione è fuori catalogo, ma sicuramente la casa madre continua a mantenere in magazzino tutti i pezzi, e continua a dare assistenza in caso di bisogno.

L'ideale sarebbe comunque affidarsi ad un buon armaiolo che possa darci un'occhiata. Molto spesso, soprattutto su armi di una certa qualità, i montaggi venivano aggiustati a mano, per cui non è affatto detto che anche trovando il ricambio, questo si possa montare senza aggiustamenti. Inoltre gli armaioli più competenti sanno dove trovare i pezzi di ricambio, anche di armi ormai fuori produzione.

saluti
Alessandro
Rinaldo
19 Ago 2016, 14:55
Ottimo!!
Anche se non possiedo una 1911 certi suggerimenti sono sempre più che graditi, non fanno altro che arrfhhirweb il nostro continuo bisogno di "saapere"
Personalmente sto tribolando per un problema all'estrattore ad unghia della mia carabina Mannlicher modello M72: l'ho acquistata usata da un privato ed ho avuto la sorpresa di costatarne il mal funzionamento in fase diestrazione del bossolo che non viene agganciato dall'estrattore. potete indicarmi ove poter trovare i ricambi del caso?
Grazie ed ancora complimenti.
Rinaldo
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