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Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17

COLT 1911-A1 GOVERNMENT, BERETTA 98FS E GLOCK 17 A CONFRONTO

Tre regine di tre differenti generazioni di pistole automatiche a confronto: Colt 1911, Beretta M9 e Glock 17 Gen4. Tre differenti tipi di funzionamento, singola azione, azione mista e percussore lanciato, e anche tre differenti filosofie costruttive; tutto acciaio per la 1911, castello in lega leggera per la Beretta e fusto sintetico per la Glock.
L’EVOLUZIONE DELLA PISTOLA AUTOMATICA

Da quando nel 1885 Maxim presentò la sua mitragliatrice, fu chiaro che era possibile sfruttare l’energia del rinculo e dei gas compressi dello sparo per creare un meccanismo che permettesse la ricarica automatica della cartuccia nella canna di un’arma da fuoco. Inventori di tutto il mondo si diedero un gran d’affare per trasferire questi meccanismi automatici all’interno di una pistola. I primi modelli erano rozzi, tozzi, troppo grandi, sbilanciati, difficili da impugnare con una sola mano, e non sempre funzionavano bene. Spesso le prima pistole automatiche erano automatiche nel vero senso della parola, ovvero sparavano a raffica, svuotavano i ben poco capienti serbatoi dell'epoca in pochi istanti ed erano quasi impossibili da controllare, se non applicando dei calcioli per trasformarle in piccole carabine. Di fatto non potevano certo considerarsi armi da pugno; all’epoca le cosiddette armi da pugno andavano dai grandi revolver per uso militare, da portarsi in fondina, alle piccole pistole con 2 o più canne che potevano essere nascoste nelle tasche o addirittura all’interno delle maniche delle giacche. Per cui c’era già un’idea ben precisa delle dimensioni e della destinazione d’uso che dovevano avere le pistole. La prima pistola automatica degna di una qualche nota, e che ebbe un certo successo commerciale fu la Borchardt in calibro 7,63 mm, brevettata nel 1893 e prodotta in circa 3000 esemplari, dapprima con il marchio “Loewe” e poi con il marchio “DWM”, a partire dal 1884, fino al 1900. La pistola se ben tarata e mantenuta in perfetta efficienza funzionava piuttosto bene. Parte del merito andava sicuramente alla cartuccia con il bossolo a forma di bottiglia sviluppata assieme alla pistola. Per cui Mauser ebbe la strada facilitata, quando nel 1896 presentò sul mercato la C96, la quale utilizzava una cartuccia quasi identica a quella ideata da Borchardt.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17

Entrambe le pistole erano eccessivamente ingombranti e pesanti, anche rispetto ai grossi revolver d’ordinanza dell’epoca; bisognava essere molto volenterosi per portarsi dietro tutto quel peso e volume. La Borchardt era alimentata tramite caricatori ad astuccio che si inserivano all’interno dell’impugnatura e bloccati da un pulsante posizionato dietro al ponticello. Fu un’intuizione di Borchardt, che resiste ancora oggi. La Mauser aveva un serbatoio fisso si alimentava attraverso la finestra di espulsione tramite piastrine, come molte delle carabine militari dell’epoca. La C96 ebbe maggiore fortuna della Borchardt, e seppure con i suoi difetti, rimase in produzione molto più a lungo; non fu mai adottata ufficialmente, ma numerosi corpi militari la utilizzarono. La Borchardt ebbe un destino differente, e scomparve molto presto, ma forse sarebbe meglio affermare piuttosto che non fu abbandonata, ma subì una evoluzione. Il brutto anatroccolo si trasformò in un magnifico cigno, per mano di George Luger, il quale partendo appunto dalla Borchardt creò la Brochardt-Luger modello Parabellum, in seguito conosciuta semplicemente come Luger. La Luger si può forse oggi considerare come la prima vera pistola da pugno che ebbe un qualche tipo di successo commerciale e militare. Aveva dimensioni e peso giusti per il porto, un’eccellente ergonomia, facilità e sicurezza d’uso e maneggio, ed era duratura e relativamente affidabile. Fu presentata nel 1899 all’esercito Svizzero, quindi rifinita ed adottata nel 1900. Il calibro inizialmente era il 7,65 Parabellum, anch’esso evoluzione del 7,63 Borchardt, ed in seguito fu camerata con il 9mm parabellum per l’esercito tedesco. La nascita della Luger decretò la fine della Borchardt che non venne più prodotta.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17

Parallelamente John Moses Browning sviluppava i suoi progetti sia in America che in Europa. In America lavorando per la Colt progettò la 1911, una pistola militare di grossa potenza a chiusura stabile, mentre in Europa, lavorando per la Belga FN fu l’artefice di una serie di piccole pistole a chiusura labile che ebbero un incredibile successo. Sia la 1911 di grosso calibro, che le FN di piccolo calibro, erano pistole funzionanti in sola singola azione, formate da un telaio chiuso la cui parte superiore, che avvolgeva completamente la canna, funzionava da otturatore mobile. Il caricatore era ad astuccio estraibile posizionato all’interno dell’impugnatura, era in genere presente una sicura manuale che bloccava l’arma quando era carica, e una sicura sull’impugnatura che impediva la pressione del grilletto quando l’arma non era correttamente impugnata. Per parecchio tempo la quasi totalità delle pistole prodotte nel mondo ripresero questo tipo di organizzazione meccanica, spesso semplificata dalla mancanza della sicura sull’impugnatura. Per cui si può giustamente affermare che la Colt 1911, e la sua successiva evoluzione 1911-A1, rappresenta l’archetipo della pistola in sola singola azione della prima metà del 1900. Queste pistole erano sufficiente facili fa utilizzare e maneggiare, ed abbastanza sicure da consentirne il porto manifesto in fondina, armate e bloccate. Tuttavia per il porto nascosto, e per i modelli più piccoli da tasca, era preferibile tenere l’arma senza colpo in canna, con il caricatore pieno inserito, ed armare la pistola agendo sul carrello otturatore subito prima dell’uso, in quanto la sicurezza non era sufficientemente garantita.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17

Negli anni ’30 iniziarono a comparire le prime pistole ad azione mista, che si concretizzarono con le tedesche Walther P38 e PP (apparsa nel 1929). Su queste pistole il grilletto agiva sul cane anche nella posizione di riposo, provocandone prima l’armamento e poi lo sgancio. Per cui l’arma poteva essere portata tranquillamente carica, con il cane abbassato, in piena sicurezza. Lo sforzo di trazione sul grilletto era sufficiente a scongiurare la partenza accidentale del colpo. Una volta esploso il primo colpo la pistola si comportava come una normale singola azione, per cui i colpi potevano essere doppiati con estrema velocità. La sicurezza era garantita da un blocco che impediva il movimento del percussore se non quando veniva premuto volontariamente il grilletto. Le pistole più piccole potevano essere portate in tasca senza grossi problemi di sicurezza. Praticamente tutti conoscono la Walther PPK, una versione tascabile della PP, per essere stata per molti decenni la pistola utilizzata dal personaggio cinematografico James Bond. Per parecchi decenni, complice anche la guerra, i produttori di armi costruirono indifferentemente sia pistole in sola singola azione, che modelli ad azione mista. A partire dagli anni ’70, quasi tutti i produttori Europei si uniformarono su modelli ad azione mista, alla quale venne affiancato quasi sempre un caricatore ad alta capacità, all’interno del quale i colpi erano disposti su due file. Il calibro di elezione era il 9x19 mm Parabellum, che rappresentava il giusto compromesso tra dimensioni, potenza e volume di fuoco. Gli americani rimasero ancorati al calibro .45 ACP e alla Colt 1911 ancora per un pezzo, ma presto o tardi anche le aziende d’oltreoceano dovettero scendere a patti con l’imperante moda delle cosiddette “wondernines”. Una delle più rappresentative, se non addirittura la più rappresentativa delle armi da fianco di quel periodo, fine anni ’70, inizio anni ’80, è stata la Beretta modello 92, che fu adottata dall’esercito Americano.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17
Tutte e tre le pistole funzionano a corto rinculo di canna. Sistema Colt Browning per la Government, Browning Modificato per la Glock, e chiusura tipo Barthelmess/Walther per la Beretta 98FS.

n quegli stessi anni iniziò ad insinuarsi qualcosa di nuovo nel settore delle armi da pugno. Nei primi anni La Glock 17 irruppe sul mercato destinata a lasciare il segno. Gli americani a fatica stavano iniziando ad accogliere le wondernines dei primi anni ’80, quando arrivò la pistola del 2000. In anticipo di almeno 20 anni! Fusto in plastica, percussore lanciato e comandi ridotti all’essenziale, la Glock ci mise qualche anno prima di essere accettata e apprezzata, ma ad un certo punto il suo successo divenne talmente importante, che tutti gli altri produttori avrebbero voluto costruire una pistola come la Glock. Ma non potevano, dato che la pistola era ancora protetta da brevetti. Solo adesso, che questi brevetti sono scaduti, le altre aziende stanno iniziando a proporre pistole in grado di rivaleggiare con la Glock. Per tanti anni la Glock è stata l’unica incontrastata rappresentante di un settore di mercato che lei stessa ha creato, e che si allarga sempre più. Seppure anagraficamente quasi coetanea della Beretta 92 FS, la Glock rappresenta in pieno la tipologia di pistola che oggi va per la maggiore. Percussore lanciato, scatto in semi doppia azione, largo uso di materiali sintetici, meccanica semplice ed economica da produrre.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17
Tre differenti filosofie costruttive: tutto acciaio per la 1911, acciaio e lega leggera per la 98 FS e acciaio e plastica per la Glock.

Ed ecco le tre regine di tre differenti generazioni di pistole automatiche a confronto: Colt 1911, Beretta M9 e Glock 17. Tre differenti tipi di funzionamento, singola azione, azione mista e percussore lanciato, e anche tre differenti filosofie costruttive; tutto acciaio per la 1911, castello in lega leggera per la Beretta e fusto sintetico per la Glock. Il confronto è rivolto all’appassionato medio, in modo da valutare le differenti caratteristiche delle tre armi per un utilizzo prettamente informale. L’aspetto operativo, difensivo o anche sportivo agonistico, esula dall’interesse mio personale e più in generale dagli argomenti trattati all’interno del sito, per cui non verrà preso in considerazione, se non marginalmente.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17
I tre caricatori a confronto. Monofilare da 8 colpi (7 in origine) quello della Government, in calibro .45 ACP. Bifilari a presentazione singola da 15 colpi in 9x21, quelli di Beretta e Glock. Per i mercati esteri i caricatori della Glock 17 contengono 17 cartucce.

 

LA 1911-A1 GOVERNMENT

Nel 1985, la Beretta 92F sostituì ufficialmente la Colt 1911-A1 come pistola di ordinanza dell’esercito statunitense. Da questo momento in poi, contrariamente a tutte le aspettative, la Government, denominazione commerciale della 1911-A1 di dimensioni standard, iniziò a vivere una seconda giovinezza. Man mano che la pistola perdeva terreno in campo militare, o come arma di servizio delle forze di polizia, guadagnava sempre maggiore spazio come pistola civile, per difesa abitativa e per utilizzo informale o sportivo. La pistola, in una delle sue tante varianti prodotte in tutto il mondo, incarna alla perfezione l’esempio tipico di “bella pistola” da portare al poligono con orgoglio. In un tempo dominato da plastica, leghe leggere e pistole tattiche compatte, la Government di grandi dimensioni ma non eccessiva, pesante, completamente in acciaio, con il suo scatto netto e leggero, ed estremamente precisa, è ancora oggi molto richiesta da tutti coloro che desiderano una pistola da destinare al tiro informale o sportivo. In fin dei conti si tratta di una considerevole fetta di mercato totale delle armi corte. Paradossalmente al momento della sua nascita, la Colt 1911 era apparsa estremamente rozza e spartana se messa a confronto con le raffinatissime realizzazioni europee, soprattutto tedesche. I tempi cambiano, ed oggi la 1911 ha acquistato il fascino della pistola sofisticata fatta come un tempo.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17

La 1911-A1 è una pistola semiautomatica in calibro .45 ACP, funzionante a corto rinculo di canna, con chiusura geometrica Colt-Browning, cane esterno e percussore lanciato, caricatore monofilare da 7 colpi (in alcuni casi 8 colpi). A pistola chiusa, canna e carrello otturatore sono rigidamente vincolati tra di loro attraverso una serie di 2 risalti semilunari ricavati nella parte superiore della canna, subito davanti alla camera di cartuccia, che vanno ad innestarsi all’interno di altrettanti risalti fresati nel cielo del carrello. Al momento dello sparo canna e carrello rinculano solidali per un tratto di circa 6-7 millimetri. Durante la corsa retrograda di canna e carrello, dopo che il proiettile ha abbandonato la bocca della canna e le pressioni all’interno della camera di scoppio si abbassano entro limiti di sicurezza, la culatta della canna si abbassa per l’azione di una piccola biella fulcrata sotto la camera di cartuccia. I risalti superiori di canna e carrello si svincolano tra di loro, e mentre la canna di ferma contro il telaio, il carrello otturatore e il bossolo continuano la loro corsa a ritroso. Il bossolo spento viene così estratto dalla camera ed espulso fuori dalla pistola, mentre il cane viene armato. Una volta raggiunto il fine corsa, il carrello è richiamato all’indietro dalla molla di recupero posta sotto la canna, e durante il suo ritorno in batteria, sfila la prima cartuccia dal caricatore, la inserisce in camera, quindi spinge la culatta in avanti fino a ripristinare la chiusura dei risalti semilunari con le relative fresature del carrello.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17

Il calibro è il .45 ACP, o forse sarebbe meglio parlare di “calibro tipico”, in quanto la Government è stata camerata praticamente per qualunque calibro di pistola esistente. Particolare attenzione per il nostro mercato godono le camerature in 9x21 e .40 S&W, anche se ovviamente è sempre il .45 ACP a godere della preferenza da parte degli appassionati. Per alcuni anni le pistole in calibro .45 ACP, a causa di un assurdo divieto, per il mercato italiano, vennero camerate nell’inusuale calibro .45 HP.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17
La sottile impugnatura della Colt Government.

Il .45 ACP fu sviluppato parallelamente alla pistola, e nel 1911, quando la Colt fu ufficialmente adottata, anche lo sviluppo della cartuccia ebbe il suo naturale termine. Nella sua configurazione più classica, il .45 Auto, monta una palla completamente blindata del peso di 230 grani, spinta a velocità relativamente bassa (850 fps, circa 260 m/s). Le pressioni di esercizio sono contenute, la cartuccia è tranquilla ed equilibrata e non stressa eccessivamente la chiusura dell’arma. Sebbene i valori di energia del proiettile non differiscano molto da quelli tipici di una 9x19 o 9x21, il maggiore peso della palla, quasi doppio, si fa sentire per quanto riguarda rinculo e rilevamento. In una pistola tipo 1911 Government full size, con canna da 5 pollici, e peso tipico di circa 1100 grammi, il botto è forte e molto scenografico, la sensazione di rinculo corposa, ma altrettanto progressiva, ben dominabile e per niente stancante. Il calibro .45 sparato con una Government standard è decisamente piacevole e divertente, raggiunge il giusto equilibrio tra il piacere di sentire un botto bello grosso, la controllabilità del tiro rapido, la precisione e l’affaticamento del tiratore. La cartuccia commerciale è decisamente costosa, almeno qui da noi in Italia, particolare che i tiratori occasionali dovrebbero tenere bene a mente, prima di lanciarsi nell’acquisto dell’arma. Un 9x21 commerciale costa meno della metà rispetto al .45 Auto. La ricarica domestica è molto conveniente, e riesce ad abbattere i costi a quasi 1/3 del totale. Anche se a livello assoluto il 9x21 rimane sempre più economico, anche per quanto riguarda la ricarica domestica, in proporzione il risparmio che si ottiene con il .45 è decisamente maggiore. Anzi si può certamente affermare che l’unico modo di godere appieno del .45 ACP, e delle meravigliose armi che lo camerano, è quello di allestire una postazione di ricarica domestica. Il .45 è facile da ricaricare. Il forte rinculo produce un eccesso di rilevamento verso l’alto che necessita di allenamento e assuefazione per essere governato al meglio; con la ricarica si possono sparare più colpi e allenarsi di più a dominare il calibro esuberante, o in alternativa, produrre cartucce meno potenti e maggiormente gestibili.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17
Grilletto pieno rigato in sola singola azione per la Colt Government. Lo scatto è netto e leggero.

Per quanto riguarda il tiratore sportivo o informale le pistole tipo 1911 sono ancora oggi un’eccellente scelta. L’impugnatura si adatta perfettamente a quasi tutte le mani, sia grosse che piccole. Lo scatto in singola azione è solitamente corto, leggero, e consente la veloce ripetizione dei colpi. L’impostazione dei comandi della 1911 è spesso presa come riferimento per le pistole da tiro dinamico sportivo, sia perché gli sport dinamici nascono negli USA, sia perché ergonomia dell’impugnatura e disposizione dei comandi, rappresentano ancora oggi l’ottimale. La precisione intrinseca delle pistole tipo 1911 è in genere molto elevata; sono in assoluto tra le pistole semiautomatiche più precise. Da questo punto di vista non hanno nulla da invidiare alle pistole più moderne, anzi è molto più spesso vero il contrario.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17
Le tre impugnature a confronto: la più sottile è quella della Colt, che contiene un caricatore monofilare. Più larghe e grassocce le impugnature della due bifilari in calibro 9.

Lo smontaggio da campo delle pistole tipo 1911, per la normale manutenzione e pulizia è più complicato rispetto a quello di una pistola di concezione più moderna. Se per chi utilizza l’arma da fianco per lavoro o difesa la facilità di smontaggio è sicuramente un aspetto di importanza marginale, spesso non lo è per il semplice appassionato. Lo smontaggio e la pulizia della pistola, secondo molti, rappresenta una parte importante del piacere di possedere un’arma da fuoco. Di contro, una volta superate le difficoltà iniziale, le 1911 sono ancora tra le poche pistole che possono essere smontate completamente, pezzo per pezzo, con facilità, senza dover utilizzare strumenti complicati.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17

Quando si parla in maniera generica di 1911 e 1911A1, si includono tutta una serie di armi, prodotte in ogni parte del mondo, che hanno una base comune, ma materiali, rifiniture e prezzo decisamente differenti. Si parte dalle cinesi Norinco che costano nuove circa 500 euro, per arrivare alle Wilson Combat, che costano 3000 euro e oltre. Ogni produttore ha nel tempo apportato piccole migliorie o modifiche, alcune delle quali sono oggi diventate di serie in tutte le pistole tipo 1911. Le 1911 originali, e le successive 1911A1 avevano mire veramente inadeguate e minuscole, se confrontate con le pistole moderne. Le pistole tipo 1911 prodotte oggi sono tutte equipaggiate di mire grandi e ben modellate. Non solo le versioni sportive, che di solito montano una tacca di mira regolabile, ma anche le versioni comuni hanno oggi mire fisse di dimensioni e proporzioni adeguate. Per i puristi vengono ancora oggi prodotte versioni della pistola ricalcanti pedissequamente il progetto originale, ma spesso anche queste montano mire di dimensioni adeguate. A partire dagli anni ’80 la Colt aggiornò la Government con la sicura automatica al percussore, accessorio indispensabile per un’arma da difesa e da porto prolungato. Oggigiorno vengono prodotte 1911 moderne indifferentemente con o senza la sicura automatica. Per un utilizzo statico al poligono la sua presenza è ininfluente, mentre per la pratica del tiro dinamico è preferibile che l’arma ne sia dotata. Un altro particolare che potrebbe essere importante è la presenza o meno di una sicura dorsale con elsa maggiorata. La pistola originale aveva l’elsa dell’impugnatura piccola, la quale non proteggeva abbastanza il dorso della mano, che durante il fuoco poteva essere ferito dall’armamento del cane. Molte pistole moderne sono dotate di una sicura dorsale maggiorata, che protegge il dorso della mano e permette un’impugnatura alta e un migliore controllo. Sono comunque ancora apprezzate e richieste pistole tipo 1911 dall’aspetto più marziale e vintage, che montano la sicura dorsale standard. Acquistando una di queste pistole, occorre mettere in conto probabili piccole ferite o escoriazioni durante lo sparo. In ogni caso, le 1911 moderne oltre all’ineguagliabile fascino, offrono sicurezza d’uso, precisione e soprattutto divertimento. Ma attenzione, non tutte le 1911 moderne sono uguali.

Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17

Le tre tacche di mira a confronto: ottimamente dimensionata e con riferimenti bianche ben sfruttabili la tacca fissa della Glock 17, Mentre la Beretta 98FS utilizza un riferimento bianco poco intuitivo, che personalmente ho rimosso. La tacca della Government, priva di riferimenti, è forse la più adatta delle tre al tiro al poligono. Va detto che la vecchia Colt militare aveva mire molto più piccole, mentre oggi le Government moderne montano mire più grandi, ma che allo stesso tempo non snaturano lo stile dell’arma.

1911 E AFFIDABILITA’

La armi moderne vendute oggigiorno sono tutte molto affidabili già così come escono dalla scatola. Se una pistola moderna non funziona, la colpa quasi certamente va ricercata nelle munizioni, oppure nei maldestri tentativi di modifica o accuratizzazione da parte dei proprietari, o di sedicenti armivendoli, che si improvvisano armaioli. “Se lucido tutto quello che c’è dentro sicuramente funzionerà meglio”, pensano molti, e così una pistola che funzionava benissimo inizia ad incepparsi continuamente! Se per le pistole moderne l’affidabilità assoluta è diventata un punto fermo, purtroppo questo non lo si può affermare sempre quando si parla di 1911, soprattutto se di recente produzione. Spesso sono proprio le 1911 moderne ad essere un po’ più “rognose” delle altre armi. Qualche volta le 1911 necessitano di qualche aggiustamento da parte di personale qualificato, per funzionare al meglio. Ma ormai la pistola ha più di 100 anni, il suo funzionamento ha ben pochi segreti, e anche un normale appassionato può intervenire. A cavallo tra la fine degli anni ’70 e inizio anni ’80 del secolo appena passato, la Colt M1911-A1 militare, presa come termine di paragone, superò le stesse identiche prove a cui furono sottoposte le candidate alla sua sostituzione come arma da fianco dell’esercito degli USA. Solamente Beretta e Sig Sauer superarono brillantemente quelle stesse prove, e questo dimostra come in quegli anni, la maggior parte dei produttori di pistole del mondo, compresa la stessa Colt, non riuscivano a progettare e costruire pistole abbastanza buona da competere con la vecchia M1911-A1. Oggi con il termine generico di 1911 si identificano una miriade di pistole prodotte in tutto il mondo, che ricalcano le forme e la meccanica della mitica pistola progettata da John Moses Browning; ma le pistole tipo 1911 non sono certo tutte uguali, e pochissime di loro possono essere considerate vere 1911. Forse è proprio per questo motivo che molte delle 1911 attuali hanno perso gran parte della leggendaria affidabilità che caratterizzava la loro illustre antenata.

Vorrei raccontarvi la mia personale esperienza in fatto di 1911. Al momento possiedo una Colt Government, quella che potete vedere nelle fotografie, che sebbene di produzione moderna, e costruita in acciaio Inox, ricalca pedissequamente la meccanica di una vera 1911-A1 militare di altri tempi. Prima della Colt possedevo un clone moderno marchiato Remington. Sebbene questa pistola per molti versi fosse probabilmente costruita e rifinita meglio rispetto alla Colt che possiedo ora, la pistola mi ha dato un sacco di problemi. Dopo un primo periodo in cui ha funzionato bene, all’improvviso l’arma ha iniziato ad avere problemi di mancate alimentazioni e ad incepparsi sempre più frequentemente. Ad un certo punto, sparando una scatola di 50 colpi commerciali, la pistola si inceppava almeno 10 volte. Ho risolto il problema acquistando un caricatore Wilson Combat, con il quale la pistola alimentava correttamente, sebbene fossi ben convinto che il problema non fosse causato dai caricatori originali. La vera causa del problema l’ho potuta trovare solamente dopo aver confrontato la pistola con la Colt che possiedo adesso.

La leva dello slide-stop della Remington aveva un profilo interno diverso dall’originale Colt. Probabilmente la modifica è stata fatta per facilitare il rimontaggio della pistola dopo la pulizia, che nella pistola originale è piuttosto fastidioso e provoca antiestetici graffi nel fusto. La modifica può anche non dare alcun problema, come dimostrato da una identica pistola in possesso di un amico, che ha sempre funzionato correttamente. Nel mio esemplare Il bordo del bossolo della cartuccia, prima di entrare in camera, andava a toccare la parte interna della leva dello slide-stop. Probabilmente il materiale con cui era fatta la leva, ottenuta per microfusione, non era abbastanza resistente, e a forza di sparare le continue collisioni avevano ribattuto ed allargato sempre più il pezzo, fino a quando ha iniziato ad interferire con l’alimentazione. Il caricatore nuovo aveva un differente angolo di presentazione della cartuccia in camera, per cui la cartuccia non toccava più il bordo interno dello slide-stop e la pistola funzionava bene. Per risolvere definitivamente il problema è stata sufficiente una piccola limatina al bordo interno dello slide-stop. Dopo la modifica la pistola ha ripreso a funzionare anche con i caricatori originali. Questo per spiegare come una piccola modifica al progetto originale, apportata senza troppo “mestiere”, su un pezzo apparentemente di secondaria importanza, ha potuto compromettere il funzionamento dell’intera arma. La 1911 è oggi prodotta in tutto il mondo, e molti costruttori sentono la necessità di correggere qualcosa all’interno di una pistola che ha sempre funzionato alla perfezione. Non è affatto detto che tutti i produttori abbiano le conoscenze o le capacità di apportare correzioni efficaci. Questo ritengo possa essere il principale motivo per cui non tutte le moderne 1911 funzionano come dovrebbero. Ma se vi capita tra le mani una 1911 che funziona senza problemi, vi assicuro che la vecchia .45 vi ricompenserà con sensazioni e divertimento difficilmente raggiungibili con una moderna 9x21 bifilare.
Colt 1911-A1 Government - Beretta 98 FS- Glock 17
In commercio si trovano molti caricatori di ricambio per la Colt, di qualità superiore a quelli forniti di serie. La sostituzione del caricatore potrebbe migliorare l’affidabilità delle pistole tipo 1911.
  Seguente

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